Dentofobia

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Trattamento di pazienti ansiosi

 

Dalla sua inaugurazione nel 2001 il nostro studio è specializzato nel trattamento dei pazienti che hanno paura del dentista. Da allora abbiamo assistito più di 2000 pazienti odontofobici. Il nostro obiettivo principale è sconfiggere gradualmente la paura del dentista. Possiamo riuscirci solo costruendo un sano rapporto di fiducia tra paziente e dentista. Al termine del trattamento non devono essere stati curati solo i denti, bensì il suo stato mentale dovrà essere stato rafforzato in modo tale da consentirgli di sottoporsi normalmente a un trattamento odontoiatrico senza alcun timore. La nostra vasta esperienza acquisita su numerosi casi trattati con successo ci consente di affermare che questo obiettivo non è utopico. Per questo non puntiamo solo sui trattamenti in anestesia totale, bensì su molteplici misure e opzioni che, da anni, danno ottimi risultati nel nostro studio.

 Sudore freddo dal dentista

Sudore freddo dal dentista

La paura del dentista è un problema molto diffuso. Sebbene la maggior parte della popolazione si rechi regolarmente dal dentista, il 5 – 10% ha una paura talmente forte, che si fa vedere dal dentista solo quando il dolore è diventato insopportabile. Questa forma di panico è chiamata Oralofobia o Dentofobia. I suoi sintomi si producono durante le visite dentistiche e consistono in tachicardia, tremore, sudorazione, sensazione di soffocamento, nausea, abbassamento della pressione sanguigna fino al collasso circolatorio.

Anche se solo una minima parte dei pazienti è colpita da questa estrema forma fobica di ansia, circa il 70% della popolazione, secondo un’inchiesta, ha chiaramente paura di andare dal dentista. Le cause sono diverse: esperienze traumatiche subite da bambini, cattiva informazione e truci racconti di persone vicine (spesso i propri genitori), qualche volta anche fobie e psicosi generalizzate.

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Se desidera leggere questo capitolo sezione per sezione, potete selezionare tra i seguenti soggetti:

  • Esperienze traumatizzanti durante l’infanzia o l’adolescenza
  • Racconti spaventosi uditi da altre persone (p.e. dai genitori)
  • Paura generalizzata del dolore
  • Paura delle siringhe / punture
  • Paura di perdere il controllo
  • Vergogna del proprio stato dentale
  • Conati di vomito (p.e. durante le impronte)
  • Paure e psichosi generalizzate

Non di rado non è possibile stabilire alcuna causa della fobia dentale. Si tratta allora di una fobia primordiale, come per esempio la paura dei ragni (aracnofobia)

Gemälde von Munch: Der Schrei

La dentofobia può avere delle conseguenze deleterie per la salute dei denti e per il benessere generale. Infiammazioni e dolori a denti, gengive e ossa alveolari possono compromettere la funzione masticatoria e digestiva.Le malattie parodontali, se non vengono curate, rappresentano un importante fattore di rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Ne risente però anche l’estetica, e molti pazienti paurosi si vergognano a causa dei loro brutti denti e del alito cattivo che essi emanano. La fiducia in se stessi, di sovente già intaccata, subisce un’ulteriore danno. Spesso non hanno nemmeno il coraggio di parlare dei loro incubi, perché nel passato sono stati derisi da conoscenti o addirittura dal proprio dentista. In questo modo si crea un circolo vizioso che non fa che aggravare la situazione.

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Come funziona la nostra strategia?

  • Approccio psicologico per ridurre lo stress
  • Trattamento non invasivo e indolore
  • Analgesia con protossido d’azoto
  • Sedazione cosciente
  • Trattamento in anestesia totale

Testimonial Dentophobie Michael Portmann

Rivelare in questo contesto è il rapporto dettagliato di un ex paziente in ansia.

Instaurare un rapporto di fiducia tra paziente e dentista è fondamentale per il successo della terapia per combattere l’odontofobia. Per i pazienti che hanno paura del dentista, fare il primo passo e contattare il dentista è spesso un ostacolo enorme. Altrettanto importante per il paziente è la prima impressione al suo arrivo nello studio. Un’atmosfera priva di stress e rilassante, prima, durante e dopo il trattamento, è un importante prerequisito. Altri elementi che fanno parte del nostro concetto sono l’eliminazione di inutili tempi d’attesa, materiale di lettura vario ed interessante nella sala d’attesa, musica piacevole nei locali ben illuminati e moderni, dove invano si cerca il tipico “odore del dentista”.

Per i pazienti che soffrono di dentofobia può essere d’aiuto avere il primo colloquio preliminare non in una sala operatoria, ma in un ufficio “neutrale” senza apparecchi odontoiatrici.

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Decisiva è naturalmente una metodica di trattamento non invasiva e indolore. Per esempio, per la cura di denti singoli (otturazioni, corone, ecc.) noi facciamo a meno della tradizionale anestesia ad iniezione, sostituendola con la moderna anestesia intraligamentare (Peripress). Il vantaggio per il paziente:

  • Nessuna puntura d’ago
  • Applicazione virtualmente indolore
  • Effetto immediato
  • Nessun effetto anestetizzante su labbra, guance o lingua

Per molti pazienti queste misure non sono comunque sufficienti per superare la paura accumulata negli anni. Nonostante le esperienze positive il dentista ha perso poco della sua reputazione come incubo che incute paura.

Pertanto il nostro Studio dispone di infrastrutture che permettono un trattamento rilassato e senza paura anche in casi difficili.

 

Gebiss eines Angstpatienten vor der BehandlungNach Behandlungen mit LachgasSanierte Zähne eines Angstpatienten

Questo paziente di 27 anni era affetto da una grave forma di odontofobia provocata da esperienze traumatiche vissute nella sua infanzia. Da più di 10 anni non aveva il coraggio di farsi visitare da un dentista.

Quando si è presentato nel nostro studio, era tormentato da un forte mal di denti: La carie aveva già parzialmente distrutto i suoi denti e ciò aveva anche comportato un isolamento sociale. La cura totale è stata fatta con l’ausilio del protossido d’azoto, al quale il paziente rispondeva molto bene: la paura iniziale prima di sedute di trattamento talvolta lunghe è svanita gradualmente. Addirittura abbiamo potuto eseguire gli ultimi trattamenti senza somministrazione del protossido d’azoto.

Oggi il paziente ha completamente superato la sua paura del dentista e viene curato normalmente nel nostro studio.

L’effetto analgesico e sedativo (calmante) del gas (chimicamente N2O, protossido d’azoto) è già stato scoperto nell’Ottocento. Da allora è stato usato come gas narcotico milioni di volte. Se, prima dell’introduzione dell’anestesia locale in odontoiatria, l’effetto analgesico del protossido d’azoto era in primo piano, oggi lo sono le sue proprietà ansiolitiche e sedative che lo rendono un eccellente mezzo per il trattamento di pazienti paurosi. Negli USA ed in molte altre nazioni (Inghilterra, Australia, Scandinavia) più del 50% dei dentisti usa regolarmente il protossido d’azoto. Nei Paesi di lingua tedesca l’impiego di protossido d’azoto e stato riscoperto da alcuni anni e sempre più dentisti offrono questo metodo di sedazione sicuro ed efficace.

Come funziona la sedazione col protossido d’azoto?

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Completamente rilassato con protossido di azoto. Schulte tratta un paziente timoroso

Tramite una piccola maschera nasale viene somministrata una miscela di ossigeno e protossido d’azoto. Già dopo pochi respiri inizia l’effetto: da una sensazione di leggerezza e rilassamento, il paziente raggiunge una condizione di trance. Rimane sempre cosciente e padrone dei propri sensi, sente però il bisogno di chiudere gli occhi. Paure e tensioni si trasformano in una confortante sensazione di sicurezza. La cuffia speciale attenua i rumori spiacevoli del trattamento e diffonde una musica suggestiva e rilassante che rinforza l’effetto ipnotico del gas. Il paziente può rilassarsi completamente lasciando spaziare i propri pensieri piacevoli, mentre il tempo passa al volo.

Insieme alla paura diminuisce di molto anche la sensibilità al dolore.La puntura d’anestesia in bocca, per molti pazienti un vero e proprio incubo, praticamente non viene più percepita. Anche i fastidiosi conati di vomito (per esempio durante la presa dell’impronta) ed i riflessi di deglutizione, tipici di molti pazienti ansiosi, sono quasi completamente eliminati sotto sedazione cosciente.

Il dentista può scegliere l’intensità dell’effetto sedativo variando il rapporto della miscela “ossigeno – protossido d’azoto” in modo individuale per ogni paziente. Dopo la seduta, il paziente respira ancora per circa cinque minuti dell’ossigeno puro. Quando l’effetto del gas è scomparso completamente, il paziente lascia lo Studio odontoiatrico da solo ed in condizioni fisico-mentali perfettamente normali. Questa ottima modulabilità rappresenta un vantaggio decisivo dell’analgesia per inalazione nei confronti di altri metodi (orale o endovenosa).

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Piccoli pazienti – grande paura:
Con il gas va meglio

Bambini reticenti sono sempre un grosso problema per genitori e dentista: se già molti adulti, per paura, scansano le cure dentistiche, come è possibile ridurre alla ragione un bambino?

Il protossido d’azoto è un’ausilio ideale per il trattamento di bambini paurosi, premesso comunque che il bambino riesca a respirare volutamente attraverso il naso (a partire dai 6-7 anni circa), e che il naso sia libero e non intasato. Grazie alla forte azione rilassante e ansiolitica del gas, circa l’ottanta per cento dei bambini che rifiutano un trattamento odontoiatrico, possono essere trattati. La riduzione dei riflessi di deglutizione e di vomito, mantenendo la piena coscienza, permette anche la realizzazione corretta di ricostruzioni (per esempio otturazioni) che i bambini reticenti spesso non consentono (reazione di difesa, ripetute chiusura della bocca, ecc.). In molti casi, grazie alla sedazione cosciente, un trattamento in anestesia totale può essere evitato.

Rischi ed effetti collaterali

La sedazione cosciente per inalazione è un metodo estremamente sicuro: in milioni di casi documentati negli USA, dove viene usato da circa il 50% dei dentisti, non si è avuto nemmeno un inconveniente serio. Il metodo non è comunque indicato per pazienti con respirazione nasale difficoltosa, per bambini sotto i tre anni o per portatori di handicap che non possono respirare volontariamente con il naso. Come effetto collaterale, in rari casi si può assistere a nausea e vomito. Nel nostro Studio la sedazione viene somministrata sotto controllo pulsossimetrico: un sensore posto al dito monitora costantemente la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue del paziente (pulsossimetria), apportando così un valore aggiunto di sicurezza.

Domande e risposte sul protossido d’azoto

  • Tutti i pazienti possono essere trattati con somministrazione di protossido d’azoto?
  • Le controindicazioni mediche all’impiego controllato del protossido d’azoto sono praticamente inesistenti, né sono note allergie a tale prodotto. Stando alle conoscenze attuali, sarebbe tuttavia preferibile rinunciare all’uso del protossido d’azoto durante la gravidanza. Può essere opportuno escludere i pazienti le cui vie respiratorie nasali sono ostruite, come pure le persone con gravi disabilità mentali che non sono in grado di respirare intenzionalmente dal naso.
  • Il protossido d’azoto fa effetto su tutti i pazienti odontofobici?
  • Nell’85% circa di tutti i pazienti odontofobici, l’inalazione di protossido d’azoto porta a una diminuzione chiaramente percepibile della paura. Il metodo è meno indicato in caso di claustrofobia poiché la mascherina nasale viene percepita dal soggetto claustrofobico come qualcosa di opprimente. Alcuni pazienti hanno anche paura di perdere il controllo e perciò si sforzano di “non lasciarsi andare”. In tali pazienti, come alternativa al protossido d’azoto, effettuiamo un trattamento in analgo-sedazione (sedazione cosciente) che prevede l’uso di sedativi o – se necessario – in anestesia totale.
  • Come si può scoprire se il protossido d’azoto mi farà effetto?
  • Nell’ambito della prima visita sottoponiamo regolarmente i nostri pazienti ansiosi a un test con protossido d’azoto. La nostra esperienza con questo metodo ci consente di sapere nel giro di pochi minuti se un trattamento con protossido d’azoto farà al caso suo. Se sentirà che il protossido d’azoto le fa effetto, la prima seduta di trattamento vero e proprio sarà molto più rilassata!
  • Con il protossido d’azoto sarà comunque necessaria la puntura in bocca?
  • Sì. Il protossido d’azoto viene somministrato principalmente per distendere e sedare il paziente. Tuttavia l’anestesia locale rimane necessaria per i trattamenti dolorosi. Sotto l’effetto analgesico del protossido d’azoto peraltro la puntura della siringa risulterà meno dolorosa e talvolta non verrà nemmeno percepita.
  • Dopo un trattamento con protossido d’azoto posso tornare a casa da solo?
  • Sì. Diversamente dai tranquillanti somministrati in pastiglie o iniezioni che restano nel corpo e più o meno a lungo e hanno un effetto prolungato, il protossido d’azoto viene espulso dal corpo attraverso l’aria espirata nel giro di qualche minuto, senza lasciare residui. Negli USA, dove il protossido d’azoto è stato impiegato milioni di volte per i trattamenti odontoiatrici, i pazienti possono tornare a casa alla guida della propria auto. Tuttavia, per prudenza, consigliamo ai nostri pazienti di servirsi dei mezzi di trasporto pubblici.
  • Mio figlio rifiuta di sottoporsi al trattamento odontoiatrico. Il protossido d’azoto può essere utile?
  • Il protossido d’azoto è utile solo in quei casi in cui vi sia una certa consapevolezza del bambino in merito alla necessità del trattamento. In presenza di un “irriducibile” il protossido d’azoto e gli altri tranquillanti non possono fare miracoli: in questi casi, il più delle volte, il trattamento può essere effettuato solo in anestesia totale. La nostra pedodontista sarà lieta di consigliarla!

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Per sedazione si intende uno stato di sonnolenza o di dormiveglia provocato da farmaci (sedativi). Molti esami clinici e molti interventi vengono oggi eseguiti sotto sedazione, ad es. nel caso di gastroscopie e colonscopie. Anche in odontoiatria la sedazione ha un ruolo sempre più importante. Esistono numerosi farmaci, somministrati per via endovenosa sotto forma di iniezione o per via orale (compresse, gocce) che hanno uno spiccato effetto tranquillizzante (sedativo). Oggi si prendono in considerazione principalmente sostanze appartenenti al gruppo delle cosiddette benzodiazepine.

Con questi psicofarmaci si raggiunge uno stato di sedazione che – in funzione del dosaggio – può variare dal piacevole rilassamento alla sonnolenza profonda. Un benefico effetto collaterale è costituito dal fatto che i pazienti dopo l’intervento non hanno più ricordi della procedura (amnesia anterograda).

Con la sedazione sparisce quasi completamente il riflesso del vomito (ad es. durante la presa dell’impronta) che, per alcuni pazienti, rappresentava un problema.

Il dosaggio di questi medicinali ansiolitici richiede molta esperienza in quanto la dose individuale può variare parecchio. Per raggiungere uno stato di rilassamento, alcuni pazienti necessitano di dosi che in altri pazienti provocherebbero un sonno profondo simile ad una narcosi. Al contrario dell’analgesia con il gas, i medicinali sedativi hanno un effetto più lungo del trattamento odontoiatrico, per cui il paziente non può lasciare lo studio da solo ma ha bisogno di un accompagnatore.

Domande e risposte sulla sedazione con tranquillanti

  • È possibile trattare sotto sedazione cosciente tutti i pazienti
  • La sedazione con tranquillanti è un metodo di trattamento sicuro e collaudato; se impiegato correttamente, le complicanze sono molto rare. Le condizioni generali del paziente devono però essere buone e non deve essere affetto da gravi malattie cardiovascolari o polmonari
  • La sedazione è efficace per tutti i pazienti ansiosi?
  • In quasi tutti i pazienti la sedazione provoca uno stato rilassato in cui non si prova paura. Anche i pazienti che non rispondono bene al protossido d’azoto perché temono di perdere il controllo possono essere sedati senza alcun problema.
  • In caso di trattamento odontoiatrico sotto sedazione sarà comunque necessaria un'iniezione di un anestetico locale in bocca?
  • Sì, la sedazione procura un profondo stato di rilassamento. Per non sentire alcun dolore è necessario praticare un’anestesia locale. Sotto sedazione, i pazienti il più delle volte non avvertono neppure la puntura in bocca.
  • Con il protossido d’azoto sarà comunque necessaria la puntura in bocca?
  • Sì. Il protossido d’azoto viene somministrato principalmente per distendere e sedare il paziente. Tuttavia l’anestesia locale rimane necessaria per i trattamenti dolorosi. Sotto l’effetto analgesico del protossido d’azoto peraltro la puntura della siringa risulterà meno dolorosa e talvolta non verrà nemmeno percepita.
  • Dopo essermi sottoposto a un trattamento sotto sedazione posso tornare a casa da solo?
  • No. I sedativi restano in circolo per parecchie ore e influiscono sulla coordinazione dei movimenti e sulla capacità di reazione del paziente. Pertanto avrà bisogno di qualcuno che l’accompagni a casa; sarebbe opportuno che si facesse venire a prendere in auto.
  • Mio figlio rifiuta di sottoporsi al trattamento odontoiatrico. La sedazione può essere utile?
  • Per i bambini molto paurosi e non collaborativi, che non si riesce a trattare somministrando loro il protossido d’azoto, la sedazione è problematica. Per la loro agitazione i bambini sono in grado di “sopportare” anche dosi massicce di tranquillanti senza alcun effetto visibile di sedazione. Finito il trattamento, cadono in un sonno profondo che può durare anche delle ore. Pertantol’anestesia totaleè la scelta d’elezione per i bambini non collaborativi. La nostra pedodontista sarà lieta di consigliarla!

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Molti pazienti desiderano, specialmente in caso di interventi o cure importanti, non accorgersi affatto del trattamento. Con l’anestesia totale siamo in grado di soddisfarli. Nella nostra sala operatoria e quella di risveglio, allestite secondo i più moderni standard, eseguiamo regolarmente trattamenti in anestesia totale più volte alla settimana. A tal proposito ci avvaliamo dell’esperienza degli anestesisti ambulatoriali di narkose.ch, con i quali collaboriamo con successo da oltre 15 anni. Al giorno d’oggi, le anestesie totali eseguite da un anestesista sono considerate sicurissime e le complicanze sono molto rare.

Riteniamo che l’anestesia totale sia la scelta d’elezione nei seguenti casi:

  • Importanti interventi chirurgici e implantologici
  • Trattamenti di pazienti ansiosi, che non rispondono bene al protossido d’azoto o alla sedazione oppure desiderano espressamente un’anestesia totale
  • Trattamenti di bambini che hanno molta paura del dentista o non collaborativi
Domande e risposte sull’anestesia totale
  • In linea di massima possono essere trattati in anestesia totale tutti i pazienti?
  • Sì, se non soffrono di gravi malattie sistemiche. In vista del trattamento, l’anestesista controlla se eventualmente sono necessari ulteriori riscontri, quali un ECG o un emocromo.
  • Cosa mi succede dopo la narcosi? Dovrò aspettarmi nausea o vomito?
  • Al contrario di quanto avveniva in passato, oggi non vi sono problemi di nausea dopo la narcosi. Già poco tempo dopo il risveglio il paziente si sentirà bene e sarà rilassato, come dopo un buon sonno ristoratore.
  • Dopo il trattamento sotto narcosi posso tornare a casa da solo/a?
  • No. Per tornare a casa le serve un accompagnatore; sarebbe opportuno che si facesse venire a prendere in auto.
  • Mio figlio rifiuta il trattamento odontoiatrico. La narcosi è una soluzione?
  • Per i bambini molto paurosi e non collaborativi, che non si riesce a trattare somministrando loro il protossido d’azoto, le cure in anestesia totale rappresentano la soluzione migliore. In questo modo si evita ai piccoli pazienti un trauma che può portare ad avere paura del dentista vita natural durante con le conseguenze negative che tutti conoscono. La nostra pedodontista sarà lieta di consigliarla.
  • Quanto costa un anestesia totale?
  • I costi della narcosi vengono fatturati direttamente dai nostri anestesisti. Per ogni ora di narcosi deve calcolare circa 800-1'200 franchi svizzeri.

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Sig.ra Esther Burckhardt di Flamatt:
La nostra paziente Esther Burckhardt, 67 anni, riferisce: “Soffrivo di una parodontite in stadio avanzato, i denti erano dondolanti e riuscivo a malapena a mangiare. Le infiammazioni mi procuravano un dolore cronico e dovevo regolarmente assumere forti antidolorifici. Ho avuto paura del dentista sin da quando ero bambina. Per questo avevo sempre rimandato l’argomento degli impianti. Alla fine, mi vergognavo a stare tra la gente con i miei denti bacati  e mi sentivo sempre più emarginata e depressa. Quando, grazie a mia figlia, ho scoperto il metodo All On Four,  mi sono sentita rincuorata. Denti fissi subito: fino ad allora, un sogno irrealizzabile. Poi un giorno ho deciso di sottopormi a un risanamento totale in anestesia generale. Non mi sono pentita nemmeno per un minuto di aver deciso, una volta per tutte, di porre fine al mio problema dentale. Ora che i miei denti sono stabili e belli da vedere la mia vita è cambiata, mi sento molto più giovane e più consapevole. E posso nuovamente mangiare ciò che voglio, senza lamentarmi. Ride bene, chi ride ultimo!“

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AUtilizzando i risultati dell’indagine svolta su più di 2000 pazienti “fifoni” trattati nel nostro studio condotta prima, durante e dopo il trattamento abbiamo creato una statistica al fine di verificare il successo della nostra strategia per combattere la paura del dentista. Ne è risultato che la paura nel 74% dei pazienti trattati era nettamente diminuita, nel il 12% dei casi era leggermente  diminuita. Solo nel 14% degli intervistati l’intensità della paura era rimasta invariata. Questi numeri ci confermano che, grazie alla nostra strategia per sconfiggere la paura del dentista, siamo sulla strada giusta.

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